lunedì 17 febbraio 2014

L'antico mestiere dei Ramai

L'antico mestiere dei Ramai

25 settembre 2013 alle ore 23.25


I Ramai (a cura di Lello Sodano su "Novecento Anastasiano")


Proponiamo questo articolo sull'attività dei ramai a Sant'Anastasia tratto, unitamente alle foto, da  "Novecento Anastasiano"


Un antico primato

Ho ritrovato un vecchio articolo sui ramai di Sant'Anastasia che ha scritto anniorsono il mio amico Francesco Corcione per il periodico "Boomerang"; attualissimo, cerca di spiegare i motivi per cui un'altra attività importante della nostra cittadina sia scomparsa quasi del tutto. Lo ripropongo:


La lavorazione del rame anche se tra notevoli difficoltà è pur sempre una piacevole realtà a Sant'Anastasia. Le origini sono antichissime. Gli arabi la importarono nella zona vesuviana, intorno all'anno mille. Per questo popolo il rame era il materiale per eccellenza per costruire suppellettili, stoviglie, contenitori, essendo più leggero e meno fragile della terra cotta, ideale per i loro frequenti spostamenti.


Lo stanziamento degli arabi in questa zona (Nola e tutto l'agro vesuviano) fece sì che la popolazione indigena apprendesse abilmente le tecniche di lavorazione. Per poter lavorare il rame si è dovuto avere per forza degli avi che hanno sempre lavorato questo metallo. Attualmente diventare maestro ramaio non è semplice e nemmeno facile. Il tramandarsi fino adesso l'arte da padre in figlio è stato importante. Solo grazie alla tradizione familiare possiamo ancora vantarci di avere maestri ramai professionalmente preparati. L'improvvisazione di un mestiere come questo non esiste. Un lavoro affascinante, ma nello stesso momento ingrato e duro. Iniziare da piccoli è fondamentale, almeno lo è stato finora anche perché non vi sono scuole professionali che insegnino l'arte del rame.


Ricorda un vecchio ramaio: "A volte dovevo stare seduto 12 ore per cercare con i vecchi ferri del mestiere, di dare forma e vita ad un oggetto, piegando e ripiegando il rame e ci si rompeva la schiena inquesto modo per imparare a lavorare". Ora tutto è cambiato. Sono lontani i giorni in cui, nelle stradine dei quartieri di Sant'Anastasia lavoravano eserciti interi di ramai.


La musica dei martelli che battono il rame è diventatauna rarità da fotografare. Eppure essi erano famosi per l'abilità con la qualeadoperavano gli arnesi del mestiere: cesoie, scalpelli, basamenti in metallo,martelli, bulini e ogni altro arnese che serviva all'incisione a sbalzo. Oggivi sono macchinari che aiutano l'uomo, e rendono la fatica meno dura.L'intervento però dell'artigiano è inevitabile e nello stesso tempo diimportanza fondamentale.


Ci sono diverse aziende che operano in questo settore.Tutte hanno le caratteristiche di piccole industrie a conduzione familiare. Nell'immediato dopoguerra hanno avuto un forte sviluppo, riuscendo ad avere un movimento commerciale di un certo respiro. Tra gli anni '60 e '70 si è avuto un vero e proprio piccolo boom economico con l'esportazione dei manufatti.


Ora non è più come una volta. Il costo elevato delle materie prime e della mano d'opera fa perdere competitività sui mercati internazionali. Un aiuto concreto potrebbe essere una scuola professionale che rivaluterebbe il settore della lavorazione del rame e potrebbe attirare tanti giovani con notevoli risultati anche dei livelli occupazionali.

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