domenica 9 giugno 2013

Evento “Pomigliano: una questione settentrionale”. STORIA DELL'ATTIVITA' MOTORISTICA AERONAUTICA DELL'ALFA ROMEO

da Dedicato a Pomigliano d'Arco (Note) Martedì 7 febbraio 2012 alle ore 22.44


1910. Officine Alfa Avio
Evento “Pomigliano: una questione settentrionale”. STORIA DELL'ATTIVITA' MOTORISTICA AERONAUTICA DELL'ALFA ROMEO (dalla nascita all'inizio della II guerra mondiale).

(pubblicata su Archivio Storico Alfa Romeo Volume II, 1998)
Dedicato a Pomigliano d'Arco in questa nota affronta la storia dell'attività aeronautica dell'Alfa Romeo fino poco prima dell'inizio della II Guerra Mondiale (alcune specifiche  successive  note faranno riferimento  all'insediamento Alfa di Pomigliano d'Arco). Viene riportata una ampia sintesi di questa storia curata da Elvira Ruocco , su Club Alfa Sport, con una messe di dati e informazioni in gran parte inedite, perchè tratti dalla documentazione originale conservata nell'Archivio Storico Alfa Romeo. (foto da Club Alfa Sport e da  Ugo Gobbato, un innovatore senza epoca, quando non diversamente specificato)

 NASCITA DI UNA TRADIZIONE AVIATORIA ED IL PASSAGGIO ALL'IRI

L'Alfa Romeo, nota in tutto il mondo, come costruttrice di eccellenti vetture da competizione, sport e gran turismo e' meno nota come costruttrice di motori di aviazione. Eppure vanta gloriose tradizioni anche in questo campo. Negli anni 1935-1936, in fatto di motori di aviazione, Alfa Romeo era sinonimo di vittoria. Nelle battaglie per la conquista dei primati mondiali, così come nelle aperte competizioni sportive, i motori Alfa Romeo e le eliche a passo variabile, imposero la loro superiorità e incisero i loro nomi sui libri d'oro della Federazione Aeronautica Internazionale. 
1910 - Nino Franchini, capo collaudatore della ditta ALFA, ripreso ai comandi del biplano.
L'interesse dell'Alfa ai motori di aviazione nacque nel 1910. Nello stabilimento del Portello venne adattato un motore d'automobile a 4 cilindri in linea raffreddati ad acqua, della potenza complessiva di 24 CV creato per il prototipo di una vettura biposto. Venne montato sul biplano progettato e costruito dal disegnatore Antonio Santoni e dal meccanico Nino Franchini. Questo velivolo effettuò il suo primo volo decollando dalla Piazza d'Armi di Milano (Baggio) pilotato da Franchini. Era il 1o novembre 1910.

Ma l'attività dell'Alfa nel settore aeronautico ebbe inizio nel 1917. Ormai diventata Alfa Romeo, per la partecipazione dell'ing. Nicola Romeo, le venne affidata da parte del Ministero della Guerra, una commessa per la costruzione di 300 motori V6, 6 cilindri in linea raffreddamento ad acqua, (licenza Isotta Fraschini) per potenziare le squadriglie di bombardamento……..
……………Nel successivo periodo non se ne seppe più nulla e all'Alfa non si parlò più di motori aeronautici fino al 1925, quando dopo i brillanti risultati delle corse del 1924, l'Aviazione si interessò all'Alfa Romeo. Le furono affidati alcuni lavori di riparazione, odinazioni per L. 1.500.000 in
pezzi di ricambio e di 8.000.000 di lire per la costruzione di motori Jupiter.
L'ing. Nicola Romeo aveva acquistato, infatti, attraverso il Ministero dell'Aeronautica, la licenza di costruzione del motore Bristol Jupiter IV (9 cilindri a stella, raffreddamento ad aria) che diventò ben noto in Italia per la sua perfezione e per le sue ottime caratteristiche che consentirono un largo sfruttamento sugli aeroplani da ricognizione ed osservazione RO 1 e RO 1 bis, largamente impiegati dal 1926 al 1937, protagonisti della guerra d'Africa.
Va tenuto conto che tali aeroplani erano di costruzione I.M.A.M. Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali con sede e stabilimenti in Napoli, fondate e presiedute dallo stesso ing. Romeo.
Il motore Jupiter venne, inoltre, montato su velivoli Ansaldo A.C.3 largamente costruiti.
Alfa romeo montaggio motori aviazione

Nel 1927, venne riorganizzata l'attività industriale del reparto Automobili ed Aviazione con una divisione tra uffici tecnici e uffici produttivi. Si rivide il programma industriale e si spinse, nei limiti del possibile, la costruzione di motori di aviazione.
Per l'aggravarsi della crisi automobilistica, si decise di impostare il programma produttivo sull'aviazione. Le officine erano bene attrezzate per la produzione di motori Jupiter tipo IV al quale furono apportate anche migliorie.
 
Nel 1930, a fronte di una richiesta di finanziamento, l'Alfa ottenne dal Ministero dell'Aeronautica l'assicurazione che tutti gli apparecchi-scuola sarebbero stati montati con motori Lynx e con i D che venissero pronti; ……..
………..Nel 1931, il reparto motori d'aviazione raggiunse la produzione di quasi un motore al giorno e la revisione di 20 motori al mese. L'Alfa ottenne, d'accordo con il Ministero dell'Aeronautica, la licenza di fabbricazione della serie dei motori Mercury. Intanto continuavano le trattative con la Direzione Generale dell'Aeronautica per stabilire il programma delle applicazioni dei motori di aviazione, per i quali veniva sempre data la preferenza a quelli raffreddati ad aria.
Nel 1932 vennero avviati gli studi per le eliche in duralluminio, studi appoggiati dall'Aeronautica ……….fu stipulato un accordo molto interessante per produrre direttamente in Alfa le eliche con la collaborazione tecnica della Ratier.

Vennero investiti 2.100.000 lire per attrezzature, studi e prototipi del motore Mercury e 900.000 lire per spese di impianti relative alla fabbricazione di eliche in duralluminio.

I PROLIFICI ANNI '30 - IL PASSAGGIO ALL'IRI

Nel 1933 l'Alfa entra a far parte dell'IRI, costituito nello stesso anno. Da piccola industria su base quasi artigianale si trasformò in una grande unità produttiva la cui linea di sviluppo era orientata verso l'aviazione e i mezzi pesanti.
Nella seduta del consiglio del 7 dicembre 1933, fu dato mandato al Presidente, Emanuele Trigona, di avviare le pratiche presso il Ministero per riallacciare i contatti, assicurare il buon fine delle ordinazioni in corso, ottenere nuove commissioni e avere l'assicurazione di un lavoro continuativo.
L'ingegner Ugo Gobbato, nominato direttore sul finire dell'anno, esaminò con il Sottosegretario dell'Aeronautica molte questioni di interesse vitale per l'Azienda; venne anche ricevuto dal Capo del Governo che gli espresse la sua approvazione alle linee programmatiche, formulando l'augurio che a Milano potesse sempre essere viva una forte industria motoristica.
Nel 1934, ci si avviava verso una normalizzazione dei rapporti con il Ministero dell'Aeronautica ed iniziò il periodo migliore delle costruzioni aeronautiche Alfa Romeo.
Nacquero i primi motori Alfa 125, derivati dal Pegasus della Bristol, motore della potenza di 700 HP che venne progressivamente sviluppato dall'Alfa Romeo in Alfa 126, Alfa 128 e Alfa 131, rispettivamente nelle potenze di 830, 930 e 1130 HP. Il 131 inoltre aveva il compressore a due velocità…….
...........In seguito alle nuove ordinazioni, in particolare da parte della Regia Aeronautica, il lavoro assunse, nel 1935, un ritmo eccezionale. Si pensò di concentrare la produzione motori per aviazione nello stabilimento centrale e di collocare l'officina riparazione auto in locali annessi.
1915. Aereo caproni cin motore Alfa

Si costruivano eliche con pale in duralluminio, sia con passo fisso che a passo variabile in volo, progettate dall'ing. De Caria, con dispositivo di comando elettrico e con regolatore per giri costanti. Ne vennero costruite, in vari tipi, circa 6.000. Furono prodotti, inoltre, un gran numero di sbozzati d'elica su commesse di aziende aeronautiche italiane.
Il 22 agosto, l'Alfa venne militarizzata in funzione della guerra d'Etiopia e della guerra civile spagnola.
Motore Alfa Jupiter 420 HP.
Nel 1936, per le necessità del Ministro dell'Aeronautica, il lavoro fu tutto proteso alla costruzione di motori di aviazione, salvo una produzione costante di piccoli autocarri.
La produzione di motori di aviazione raggiunse i suoi limiti massimi nel 1937. La forza lavoro ammontava a 6.000 unità. In previsione di una riduzione della produzione nel settore avio, si decise di incrementare, entro determinati limiti, la produzione di autocarri leggeri e pesanti nonché di autovetture. Intanto gli approvvigionamenti di materiali ferrosi scarseggiavano.
1936. Motori Avio Alfa Romeo

Nel 1938 si registrò una ripresa nelle ordinazioni da parte della Regia Aeronautica. Intanto proseguiva l'opera di perfezionamento del motore avio A.135 stellare a 18 cilindri della potenza di 1600 HP. Gli eventi bellici impedirono uno sviluppo di questo motore che venne realizzato in soli 150 esemplari.
La magnifica prova fornita dai motori A.126, in occasione dell'impresa compiuta dai "Sorci Verdi" nella corsa Istres-Damasco-Parigi effettuata nell'agosto del 1937, mise sempre più in risalto la produzione dei motori Alfa Romeo.
Presso il laboratorio metallurgico del Portello venne realizzata una lega leggera di eccellente qualità chiamata Duralfa. Venne impiegata per la produzione di eliche (Duralfa 2), per pistoni (Duralfa 3), per teste cilindri (Duralfa 4), per incastellatura di motori stellari e per bielle di motori di linea (Duralfa 1).

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